Progetto Actarus

Pallone sonda Open Source con ritorno autonomo al punto di lancio – basato su Arduino & Android


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Video riassuntivo Full HD: Lancio, volo e recupero

Grazie di cuore a Chiara Schiantarelli per il montaggio, ad Antonio Schiantarelli per le riprese e ad Ivan Previsdomini per le foto.

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Tra qualche giorno dati, foto e video

Ciao a tutti,
oggi abbiamo avuto un picco di visite sul nostro sito, e abbiamo ricevuto varie telefonate, email e messaggi per chiederci quando saranno disponibili i dati delle missioni.
In questi giorni abbiamo una mole di lavoro enorme per mettere in ordine tutte le informazioni, vi chiediamo perciò di avere un po’ di pazienza e di darci qualche giorno di tempo (4 o 5), e vi assicuriamo che verrete tutti accontentati.
Per il momento godetevi qualche foto in più della missione Actarus XII dalla Gallery.


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28.978 metri: missione (in gran parte) compiuta

Gli obiettivi del lancio sono stati in parte raggiunti.
Purtroppo al momento, nonostante l’odierna spedizione di gruppo non siamo ancora riusciti a recuperare l’attrezzatura  e quindi le foto scattate durante il tragitto.
C’era il 94% di probabilità di individuare il punto di atterraggio, ma la sfortuna ha fatto sì che il payload cadesse in una zona del territorio che fa parte del 6% non coperto dalla rete GSM italiana. In questo modo abbiamo perso il contatto con il pallone ad un’altezza di 2.733 metri, non permettendo di conoscere l’esatta ubicazione di atterraggio dello stesso, ma solo una zona di circa 700 metri di raggio entra la quale l’atterraggio è avvenuto.
La nostra scelta di installare un computer di bordo dotato di telemetria (un sistema radio a 433mhz in grado di trasmettere i dati a media distanza), ci ha però premiati, permettendo di ricevere praticamente tutti i dati (compresi quelli sulla posizione del pallone) che altrimenti sarebbero andati persi, realizzando di fatto quelli che erano gli obiettivi proposti nella missione. Tali dati sono stati ricevuti durante parte del percorso di salita fino ai 28.978 dove è avventuo lo scoppio e durante tutto il percorso della discesa fino ad un’altezza di 2.733 metri.
I dati hanno confermato la bontà delle previsioni sulla traiettoria: nella previsione avevamo calcolato che con lo scoppio a 29.000 metri l’atteraggio sarebbe avvenuto a Castello Dell’Acqua, atterraggio di fatto effettuato in Val Malgina, nel comune di Castello dell’Acqua.
I dati hanno altresì confermato quelle che erano le nostre aspettative riguardo le velocità di ascesa e di discesa (con un picco di 300km/h subito dopo lo scoppio dovuto essenzialmente alla bassissima densità dell’aria a quelle quote), mentre hanno dato degli esisti felicemente inaspettati riguardo la temperatura all’interno del payload: la temperatura è rimasta infatti per tutta la salita sopra lo zero, scendendo di poco sotto lo zero durante la fase di discesa. Questo vuol dire che nonostante le aperture verso l’esterno per poter effettuare le foto, l’isolamento della scatola ha funzionato più che egregiamente, permettendo anche alle batterie di funzionare correttamente per tutto il viaggio e oltre.
Altro dato positivo è stato il corretto funzionamento del paracadute e il  sistema di fissaggio che hanno funzionato a dovere, garantendo una corretta discesa del payload.
Il modulo GPS ha poi funzionato anche oltre i 25.000, dato non scontato dato che solitamente tali moduli lavorano solo fino a 18.000 metri.
Solitamente i problemi che incontra chi effettua esperimenti di questo tipo riguardano principalmente problemi tecnici (durata delle batterie, errori nei fissaggi, problemi sulle configurazioni hardware). Nel nostro caso la tecnica è stata impeccabile e questo è un forte stimoli per il progetto complessivo e per i prossimi lanci.
In particolar modo, si evince ancora di più l’esigenza di un sistema di Return To Launch, che possa permettere quindi di decidire prima il punto di atteraggio del payload, e su questo punto in particolare proseguirà quindi la nostra ricerca.
A chi ci chiede perchè non abbiamo lanciato dalla pianura padana (portando al 100% le possibilità di recupero), rispondiamo che il nostro obiettivo era ed è quello di effettuare i nostri esperimenti nella nostra valle. Non ci interessa avere la certezza del risultato se dobbiamo abbandonare il nostro territorio. Il progetto è e rimane prima di tutto un progetto Valtellinese, consi del fatto che la morfologia del territorio rende più difficoltosi gli esperimenti, ma ciò non ci spaventa!!!
Ringraziamo tutti, in particolare modo gli sponsor per averci dato la possibilità di iniziare questa avventura e tutti quelli che ci hanno dato una mano.
Nei prossimi giorni pubblicheremo le foto ed i video del lancio, e qualche dato più preciso riguardo quelli ricevuti dal pallone in volo.
Ricordiamo inoltre che se qualcuno volesse addentrarsi nella Val Malgina a cercare il payload, le ultime coordinate di contatto con il pallone (la sonda dovrebbe essere nel raggio di 700 metri da tale punto): Lat: 46.104248 Lon: 10.037607
Stay tuned!

Il team Actarus XI (Luca & Amos)